Spazi da non perdere
NUOVE PRATICHE CON IL SUD.
Palermo, dal 15 al 17 ottobre 2015

relazione di Saveria Teston

1. PREMESSA
Il tavolo ha avuto come oggetto di confronto il tema della rigenerazione urbana declinato nell’ambito del Meridione di Italia, nel quale risulta difficile applicare i modelli e le esperienze maturate negli altri Paesi Europei.
L’incontro si è svolto partendo dalle esperienze concrete dei progetti di iniziativa privata Made in Cloister e Q.I. (Quartiere Intelligente) portati avanti nella città di Napoli, e la discussione si è articolata intorno a due domande chiave:
cosa può fare il settore pubblico per supportare queste pratiche? Quali valori connessi alla rigenerazione urbana possono ampliare i tradizionali valori propri del mercato?

 

2. ESPERIENZA DEL TAVOLO
Il motto “Napoli è Napoli” è stato il filo conduttore della discussione, catalizzata in senso centripeto dall’elevato peso specifico della realtà napoletana, per rilevanza, rappresentatività, ma anche, peculiarità. Su questo filone principale si sono innestati i confronti con alcuni ambiti territoriali della Sicilia, quali Palermo e Castelbuono, che hanno consentito di allargare l’orizzonte del confronto, e di giungere a valutazioni di interesse e validità più generali.
La discussione è stata caratterizzata da due leit-motiv: da un lato, la disillusione degli attori coinvolti nei processi dinanzi alla reiterata e manifesta impossibilità di agire in contesti di normalità amministrativa e sociale; una disillusione che ha portato a definire come “superbia” la pretesa di intervenire i quei contesti come imprenditori della rigenerazione urbana. Dall’altro, la loro disponibilità a mettersi in gioco per analizzare e affrontare le problematiche individuate, in modo da disegnare soluzioni e approcci comuni ed efficaci per il loro superamento.

 

3. RISULTATI DELLA DISCUSSIONE
Il confronto si è concentrato su tre tematiche principali, sollecitate dalle domande iniziali: il ruolo della Pubblica Amministrazione nei processi di rigenerazione urbana;
i criteri per la valutazione della loro efficacia, ed il sistema di valori socio-economici connessi alle nuove pratiche.

In un contesto di scarsa ricchezza e di risorse decrescenti, il ruolo della Pubblica Amministrazione non deve essere quello di imprenditore o redistributore delle risorse, ma di facilitatore di una animazione territoriale che veda in elementi quali partecipazione, competenza, collaborazione e volontariato gli ingredienti di un nuovo sviluppo sottratto alle logiche dell’assistenzialismo; parte integrante di questo nuovo ruolo è il contrasto al diffuso scetticismo della popolazione nei confronti di pratiche alternative di sviluppo.

È stato trasversale il riconoscimento che le istituzioni stesse sono diventate fattori di resistenza del degrado, in quanto responsabili della trasmissione di una cultura indifferente alle buone pratiche.

La rigenerazione delle istituzioni diventa dunque un tema rilevante, da affrontare soprattutto con gli strumenti del rinnovo culturale del personale (ad esempio, prevedendo forme di separazione tra giovani e veterani).

Si assiste intanto alla crescita della funzione sostitutiva della società civile organizzata (esempi di I love Porta Capuana a Napoli e Addio Pizzo a Palermo).

Sono stati individuati i seguenti criteri per la valutazione dell’efficacia delle nuove pratiche di rigenerazione:

  • sostenibilità economica dei progetti, garantita dai flussi di ricchezza effettivamente creati (ad esempio, Made in Cloister prevede la fornitura di servizi agli artigiani, attività di ristorazione, e una scuola di alta formazione artigianale); si propone di assumere un termine di tre anni per la valutazione della raggiunta autonomia finanziaria del progetto;
  • partecipazione e coinvolgimento sociale, con particolare attenzione al rapporto trans-generazionale, per un maggiore radicamento dei progetti e per la maturazione di una più solida identità condivisa;
  • messa a sistema e valorizzazione del patrimonio di pratiche e relazioni esistenti, ma oramai entrate in crisi;
  • creazione di nuove relazioni e sistemi di relazioni, quali fattori fondamentali per la formazione di una nuova resilienza.

Questi criteri possono essere considerati come indicatori di una nuova concezione del valore socio-economico, che dovrà integrare e completare un quadro di mercato oggi fortemente sbilanciato verso aspetti meramente finanziari; sono stati evidenziati infatti alcuni importanti valori aggiunti portati dai processi di rigenerazione, e intercettati dai criteri di valutazione, ai quali le pratiche correnti non associano ancora un reale plus-valore di mercato:

  • valore della generazione economica, legato ad esempio all’insediamento di PMI nelle aree di intervento, o all’attivazione di servizi per le imprese capaci di favorirne la crescita;
  • valore contestuale, legato all’incremento della vivibilità e della vitalità degli spazi dovuto ad esempio alla crescita della micro-imprenditorialità, al quale si connette un incremento della sicurezza e del controllo sociale;
  • valore ambientale, legato ad aspetti quali l’efficienza energetica, la progettazione sistemica della mobilità, o l’attenzione al tema dei rifiuti.

Un esempio di possibile promozione di questi valori e di conseguenza, delle nuovepratiche ad essi associate, è il riconoscimento di premialità nell’ambito dei vigenti strumenti di pianificazione.

SAVERIA TESTON
Manager di processi di rigenerazione urbana

Nasce a Ravenna nel 1972. Laureata in Architettura, ha maturato, lavorando in Italia e all’estero, competenze in pianificazione strategica, processi di trasformazione e rigenerazione urbana, politiche di sviluppo locale, strategie di valorizzazione del patrimonio paesaggistico, urbano e architettonico. Dal 2015 collabora con AUDIS-Associazione Aree Urbane Dismesse. Tra il 2003 e il 2006, in qualità di international consultant dell’UNESCO-World Heritage Centre ha collaborato al lavoro di analisi propedeutico alla redazione del Piano di salvaguardia della città storica di Sana’a (Yemen) e alla definizione della Needs Map for the Conservation of Historic Monuments and Sites della città storica di Gerusalemme.